Wonderful life

Here I go out to see again
the sunshine fills my hair
and dreams hang in the air
Gulls in the sky and in my blue eyes
you know it feels unfair
there’s magic everywhere

Look at me standing
here on my own again
up straight in the sunshine

No need to run and hide
it’s a wonderful, wonderful life
No need to hide and cry
it’s a wonderful, wonderful life

Ripescaggi: 15/06/02

I PENSIERI

È come voler stendere il pongo sulla carta per renderlo un foglio sottile, e poterlo finalmente capire.

Ma forse è un’illusione.

E mentre li stendo mi accorgo che assumono forme nuove e nuovi misteri da risolvere. Tuttavia la soluzione non è nella comprensione ragionata, non devo arrovellarmi come troppo spesso faccio. Come si mostrano naturalmente è l’indizio, l’unico modo per districare il nodo: sentirlo com’è veramente, nel suo mondo.

Non è più tanto semplice dopo esser cresciuti in una realtà come la mia, dove tutto dev’essere spiegato. Possibile che non possa venir accettato che la realtà delle cose, dei pensieri, sta nella loro visione istantanea? Come meglio puoi capirlo se non ascoltando le sensazioni che ti danno al primo impatto? Davvero non ci fidiamo più del nostro istinto. È facile allora capire perché gli animali sentono prima i terremoti, i temporali o la presenza di estranei in casa. Ci ha esaltato così tanto saper ragionare, che abbiamo perso altre virtù. Ma basta ora, il discorso è finito.

È solo il colore di un mattino d’estate, terso, in città, che vedi riflettersi sui muri delle case. Così leggero, così fresco nonostante i trenta gradi. È solo il colore del cielo mattutino d’inverno, così palesemente diverso. I toni viola attorno alle nuvole alte, pigre. Stavolta freddo, molto freddo, ma la medesima sensazione di freschezza. Come a dimostrare che questo nuovo giorno non è ancora stato contaminato. È solo il tremolare di una foglia di noce, calda d’autunno, al vento leggero. Lì, tra l’erba ancora verde. E il suo tremare è una lotta affettuosa tra l’erba e il vento, come a litigarsi l’amico di gioco. È solo un sottile strato di neve su tutte le cose. Vedi tutto ciò che davi per scontato il giorno prima, in modo diverso. Sì, è sempre lui, ma ha un altro peso, tutte le regole messe in discussione. Com’è giusto che siano. È una serata in casa, da soli, quando hai quella strana voglia di scrivere e non ti serve nient’altro. E scrivi, ma vorresti farlo più in fretta perché i pensieri vanno più rapidi delle dita. E spesso ti sorprendi a sorridere e il giorno dopo ti chiedi come potevi star così bene senza veder nessuno, senza uscire. Senza fare niente. È solo la sensazione che non si può avere se non dopo esser stati svegli tutta la notte, percependo l’alba su un prato di montagna. Le palpebre accaldate e ruvide di sonno, quella lieve stanchezza dei muscoli del corpo che accantoni quando il ciclo della vita ti ordina di cominciare un nuovo giorno. Forse uno dei pochi momenti in cui riesci a sentirti parte della natura, di ciò che non è stato creato dall’uomo. Forse è solo una sensazione, ma  accompagnata dal lento sfumare dei rumori notturni, dalla ripresa dei cinguettii degli uccelli e dalla fine del letargo delle piante, baciate dal primo sole.

Forse un giorno sapremo meglio dare ascolto al nostro spirito. Quando ai figli non s’insegnerà ad usare il cellulare, ma a sentire, a percepire i messaggi sussurrati del mondo.

Forse capiremo che il mondo migliore non è esattamente quello in cui una guerra in un paese lontano non ci sia più.

Forse capiremo che tutto comincia dalla nostra anima.

Da ora.

 

P.S.: buon nuovo anno a tutti! (io son malato in casa… sigh!)

Lo vedi? Dio non esiste…

http://samhain.splinder.com/post/14412351

Quest’uomo, che così chiamerò solo ed esclusivamente per farvi capire a cosa mi riferisco, ne è la dimostrazione lampante.

Venderei l’anima al diavolo per poter trascorrere la restante mia vita a fare a pezzi, con il solo uso dei denti, questo genere di persone.

Oh come vorrei che il diavolo esistesse: sarei un demone così metodico e diligente…

Ma dove cacchio sono? Questa non è Italia, è un pozzo di letame!

È un’arena dove vige la legge del più forte, dove la forza è il potere legislativo e, se non basta per dominare, militare (fisco, polizia, ecc).
E se lo tengono così stretto perchè han paura, a ragione, che qualcuno glielo voglia portar via.
Siamo veramente a fondo, fondissimo. È l’ultimo colpo di coda che tenta di tappar la bocca al popolo, di trasformare, come già sta avvenendo, una democrazia in un regime. Non ci credete? Guardate i cinesi come son messi e provate a dire "il mondo si opporrebbe": s’è visto come si oppone. Si oppone la gente, non i governi. Contano solo i soldi, intiende? Ce lo dobbiamo ficcare in testa. La favoletta del buon re che tiene ai suoi sudditi non fa più parte del nostro tempo. E contano i mezzi per ottenerlo. Come il potere, politico e non.
Aiuto…

Dal blog di Beppe Grillo:

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: "Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere".
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

Grazie Tronky…

Hai fatto la tua ultima partita, la 101esima, con la maglia della nazionale, e l’hai fatta alla grande, segnando quell’unica meta pregna di tutto il tuo stile: la passione, la voglia di dare tutto, di sputare sangue per quello in cui si crede.
Hai tenuto alta questa squadra e la nazione, dimostrando che il carattere e la determinazione sono le migliori armi in questo gioco e nella vita.
È stato bello soffrire con te, non ti dimenticheremo.
Grazie Tronky, grazie ancora.

tronky(-.8

"Polito", non "pulito": siamo noi che sbagliamo.

Sì vabè, ma allora ve li cercate i vaffanculo. Come giustamente ha accennato Travaglio subito dopo questa "giustificazione" di adempienza, stai candidamente ammettendo di aver truffato gli elettori. Noi lo sapevamo già che siete bastardi, ma non avevate ancora ammesso di aver saputo fin dall’inizio dell’impossibilità di attuazione del programma. E sorridi pure come per dire "era ovvio, non ditemi che non lo sapevate!".
Ah Polito! Ma vaffanculo, va…

'Omer(d)tà

Fantastico.
Dopo il totale silenzio della televisione PUBBLICA e della stampa (vi chiamate giornalisti? ma per favore!) sul movimento popolare dell’8 settembre, per nascondere la vera notizia che passava di bocca in bocca (per forza, senza media che ne parlano ci dobbiamo arrangiare) della merda puzzolente portata da questa censura, tentata dalla CASTA di farabutti che stanno a Roma per salvarsi la poltrona, si son visti costretti a parlare dell’evento.
Il più delle volte sparando cazzate. Aggiungo qui un bel vaffanculo al mitico D’Alema (visto? non mi sono dimenticato di te! questa postilla è in tuo onore) che scrive su un pezzo di Repubblica (trovato sul blog di Grillo, clicate qui"io tendo a dichiararmi contrario… i 300mila di sabato scorso pongono un problema, non danno risposte.".
Letta molto distrattamente si potrebbe dar ragione perchè una soluzione non è stata data. Però, caro Massimino, lasciami puntualizzare due cose:

  1. Noi non "abbiamo posto un problema", siete VOI teste di cazzo che l’avete creato. Noi ve lo stiamo solo esplicitamente palesando, perchè fino ad ora avete fatto finta di niente (bastardi).
  2. Noi non "diamo risposte", ma qualcuno incaricato di darle, queste risposte, c’è in Italia ed è anche pagato troppo bene! SIETE VOI! cara la mia testina di cazzo.

Percui ora, e per la seconda volta, raccogli tutta la merda che tu e i tuoi amichetti (perchè ormai è innegabile che siete d’accordo per salvarvi la poltrona a tutti quanti, destra e sinistra. Vi copiate pure i programmi elettorali! Peggio che alla squola dell’obbligo quando copiavate i temi in classe. Almeno usate un po’ di fantasia!) avete fatto e vedi di dare una ripulita.

Nulla è più importante

Nulla è più importante di questo, perchè dovremmo ritrovare noi stessi prima di voler cambiare il mondo. E la cosa buona è che, una volta che ognuno o molti abbiano ritrovato sè stessi, il mondo sarebbe già cambiato, E DI TANTO!

Percui fatemi un favore piccolino, ve lo sto chiedendo veramente: leggete questo post (http://impronte.splinder.com/post/13818006#comment) e soprattuto il commento di lord (numero 2) e, volendo, i relativi link.

Non sembra, ma è un decalogo per non perdere la via, qualunque essa sia.
Buona strada!

   trisk

Un po' di ringraziamenti aggiunti

  • Alla Rai, che si conferma tv "di stato" più che "pubblica", dove lo stato non è al servizio dei cittadini come dovrebbe essere, ma di proprietà di balordi, dove il Tg3, il più umano e sociale dei tre, apre con la notte bianca, un evento solo romano per un telegiornale nazionale, il che spiega molto chiaramente quanto l’informazione sia in mano alla politica che vive a Roma: vaffanculo
  • A Michele Serra, giornalista di Repubblica che oggi scrive a proposito di ieri con sbeffeggiante sufficienza di uno che accusa di senza-sostanza e tutto-chiacchiere-e-distintivo un movimento che non conosce, ma che conoscerà presto e, spero, non lo farà dormire la notte, che pensa abbia lo scopo di sostituire la classe dirigente politica con qualcuno di fidato, aggregandosi al coro che si aspetta un partito Grillo, coro al quale è stato risposto "non avete capito niente": vaffanculo
  • A tutti i giornalisti che fanno disinformazione, e siete tanti, perchè le notizie che date non sono notizie, sono concime per lo svacco e il non-pensiero, che annullano un paese che grande è sempre stato ma che non riconosco più: vaffanculo, trovatevi un vero lavoro.
  • A tutti quelli che erano nelle piazze d’Italia e del mondo ieri, su e sotto il palco, per esserci stati: grazie. Si comincia da ora, non mollate, non impigritevi, non svaccatevi sul divano, o ce lo meritiamo uno stato così.

Vaffanculo
Post Scriptum: per tutti quelli che mi sono dimenticato: abbiate pazienza, farò delle postille.